Le Disir

Più a nord si sale nell’emisfero boreale e più la tradizionale divisone dell’anno in quattro stagioni perde di significato; in Scandinavia ne esistono solo due: un lungo e gelido inverno ed una brevissima e luminosa estate. Già a metà ottobre dunque cadono le “notti d’inverno”, dedicate agli spiriti familiari o “Disir” donne bellissime, dotate di poteri ultraterreni, di cui gli autori di saghe parlano continuamente, ma senza mai scendere nei dettagli d’una descrizione fisica. Probabilmente le parole erano ritenute inadeguate per questi personaggi eterei, strettamente legate al concetto della fertilità e votate alla prosperità della stirpe che proteggevano. Il loro nome deriva dall’alto tedesco itis e dall’antico inglese ides, termine usato per definire le donne di rango o le vergini. Se non tutti erano dotati della necessaria sensibilità per vederle, comunicare con loro in sogno era invece facilissimo… spesso poi invece che in forma umana apparivano sotto forma d’animali del clan, in tal caso però non si trattava di un presagio felice: la cosa migliore era che si presentassero in abiti chiari e su cavalli bianchi

Altro grande protagonista delle notti d’inverno era il dio Freyr, protettore dei raccolti, della pace e della sensualità in tutte le sue forme. Niente tuttavia arriva a chiarire che rapporti intercorressero tra loro. Forse le disir erano troppo deboli per relazionarsi veramente col dio… tutto fa intendere che fossero di poco superiori agli uomini del clan che proteggevano: un po’ un misto fra i santi e gli angeli custodi dei cattolici… che sono festeggiati egualmente in ottobre, al 2.

La festa loro dedicata era di carattere strettamente privato: si celebrava in casa, o al massimo in un piccolo altare domestico eretto in giardino, ed era riservata a parenti ed amici intimi, con cui, inutile dirlo, si mangiava e beveva allegramente. Una volta convenuti gli ospiti si chiudevano porte e finestre e non si doveva più aprire a nessuno, pena la morte.

La pace familiare era la loro principale cura e se tutto veniva fatto secondo le tradizioni erano liete di vegliare sulla prosperità del gruppo, mentre al contrario l’individuo che volesse andare controcorrente veniva inibito nelle sue azioni, soprattutto militari, da una serie di banali ma umilianti accidenti, come un vistoso mal di pancia a pochi minuti dall’attacco nemico! La conversione al Cristianesimo non parve disturbarle: legate com’erano agli interessi più immediati della famiglia non erano minimamente disturbate dal cambiamento “ai vertici”. Quando la Chiesa ne proibì il culto cessarono semplicemente d’apparire.